lunedì 30 gennaio 2017

Storia Di Due Brani


Qualche mese fa, Gisella Congia, psicologa, fotografa, documentarista, mente ed anima della realtà social e territoriale Il Club Dei Genitori, ha chiesto se volevo apportare un contributo al loro nuovo progetto, per mezzo di musiche originali. Quanto ha fatto seguito alla risposta, può essere ascoltato qui di seguito.

LENA'S SONG

BRAD
Effettuata in una fredda mattina d'autunno, la sessione di registrazione è stata affrontata dal Vs. umile estensore con il fardello assai pesante di un'intera notte in bianco, gentilmente offerta dalla prole. Dico ciò con l'intenzione non di conferire a questa prova tratti eroici che non può né deve avere; bensì con quella di confermare quanto già evidenziato nelle belle interviste di Gisella Congia sulla figura e sul ruolo paterni. E cioè che la loro assunzione responsabile [di ruolo e figura, n.d.r.] può avvenire solo al prezzo di un cambiamento (vedi alla voce 'sconquasso') che origini dal quotidiano di chi tale scelta decide di compiere.
Suonare non è un mestiere facile. Pretendere di farlo in totale assenza di sonno, e con il carico di quelle azioni di accudimento che caratterizza le notti insonni di tutti i genitori, può avere conseguenze devastanti. La famosa figuradimmerda, per intenderci. Fortuna vuole che a a registrare questi due brevi pezzi vi fosse Vittore Savoini, session man del basso, musicista di grande esperienza e mestiere. Grazie a lui, gli innumerevoli colpi di sonno che hanno caratterizzato le tre ore rese necessarie da sveglia-takes-masterizzazione, sono spariti come d'incanto, unitamente al loro carico di imperfezioni tecniche.
Lena's Song mi è uscita dalle mani – guarda un po' – il giorno quando venni a sapere che sarei divenuto padre di una bambina. Brad è stato invece ispirato dalla figura – immensa – del pianista statunitense Brad Mehldau, e dalla sua mostruosa capacità di improvvisare su strutture ostinate. Entrambi sono stati eseguiti su di una chitarra classica.
Un grazie speciale a mia moglie Francesca: oltre ad avere procurato questo 'ingaggio', e a scuotermi dal bradipismo, mi ha dato quanto di più bello ho nella vita: la nostra piccola. Ti amo.
Questo lavoro, del quale sono davvero soddisfatto, lo voglio dedicare a tutti quei genitori i cui immensi sforzi quotidiani sono devoluti alla crescita di figli psicologicamente sani, alla formazione di persone decenti.
A tutti gli altri, la cui inazione è causa dell'orrore verificabile quotidianamente in contesti come: scuola; luoghi di aggregazione; luoghi pubblici; a loro dedico le parole che il grande Leo Longanesi ebbe a dire in tempi non sospetti: “Sulla bandiera dell'italiano medio sta scritto: 'Tengo famiglia'.”.
Lo so: sono cattivo ed astioso.
Ma ho anche dei difetti.